firma-daumnancyJean Daum era un finanziatore della Verrerie Sainte Catherine, e quando nel 1875 questa rischiò il fallimento decise di rilevarla, dandole il nome di Verrerie de Nancy.

Egli però era un notaio e un industriale e non aveva alcuna esperienza nella conduzione di un’azienda del genere, quindi inizialmente affidò l’aspetto tecnico ad un ex manager della Sars Poteries, poi a partire dal 1879 fu affiancato all’amministrazione e al marketing dal figlio Auguste.

In seguito entrerà a far parte della ditta anche il figlio minore Antonin, laureato in ingegneria ma dotato allo stesso tempo di una grande predisposizione per le arti.

I primi vetri della Daum erano da collezione, ma non certo artistici. E’ dagli anni 1890 che i due fratelli cominciarono a concentrarsi di più sul fattore estetico e sulle decorazioni, brevettando e innovando un gran numero di tecniche.

Nonostante la produzione fosse artigianale, la compagnia raggiunse anche i 300/400 dipendenti, tra cui grandi artisti che più tardi sarebbero diventati famosi per i propri lavori, come Schneider Brothers.  Henri Berge, Bernard Gruber, Eugene Gall, e Amalric Walter.

Grazie alle capacità di Auguste e Antonin e dei loro collaboratori, la Daum ottenne un sempre crescente numero di successi, fino alla consacrazione del Gran Premio all’Expo Universale di Parigi nel 1900, che permise loro di ottenere una fama quasi pari a quella del già affermato Emile Gallé.

Quest’ultimo nutriva grande stima nei confronti dei colleghi, e quando nel 1901 costituì l’Ecole de Nancy per mettere in comunicazione le industrie artistiche francesi ed organizzare esposizioni, volle proprio Antonin Daum al suo fianco come vice presidente.

A partire dal 1904, anno della morte di Gallé, la manifattura Daum non aveva più rivali all’altezza e dominava il settore. Questo periodo d’oro durò all’incirca una decade, fino alla Prima Guerra Mondiale.

I pezzi Daum Nancy sono così intriganti e suggestivi anche grazie alla complessità dei modi in cui la luce viene trasmessa attraverso ogni strato di vetro, influenzata sia dal tipo di texture che dallo spessore. In alcuni casi l’inclusione di metalli e altri materiali aggiunge ancora più motivi di interesse.

I temi sono spesso quelli tipici dell’epoca, ispirati alla natura, come scene di inverno, primavera, pioggia sui fiori e delicati motivi floreali, e anche dall’arte Giapponese.

Andando verso gli anni ‘20, il gusto Art Nouveau e del Naturalismo si andava estinguendo in favore dello stile emergente dell’Art Deco, con i suoi colori forti e forme geometriche.

Altri cambiamenti radicali si ebbero nel periodo successivo alla Prima Guerra Mondiale: influenzate dal lavoro di Maurice Marinot, le forme divennero più rigorose, e i vetri piuttosto doppi, con frequente inserimento di particelle di argento o oro, che riflettevano la luce e conferivano un sottile scintillio.

Infine i vasi Daum del periodo Art Deco divennero monocromatici, e a partire dagli anni ‘30 il design dei pezzi fu sempre meno complesso e per questo motivo meno costoso, ma forse carente forse dell’impatto e del fascino degli altri oggetti.

I fratelli Daum utilizzavano un gran numero di tecniche, a volte perfezionandone di già esistenti, a volte brevettandone di nuove.

La principale era quella dell’Incisione all’acido, già conosciuta nel XVIII secolo e largamente utilizzata da Emile Gallé, in cui il vetro viene sottoposto all’esposizione controllata all’acido fluoridrico. Questo trattamento, in presenza di strati vetrosi di diversi colori, riporta in superficie gli stessi, creando interessanti effetti decorativi e cromatici. L’oggetto da incidere viene ricoperto da una pasta protettiva, su cui vengono effettuati disegni con uno strumento appuntito fino a raggiungere il vetro sottostante. Successivamente le parti ormai scoperte entrano in contatto con l’acido, tramite un bagno o delle applicazioni, e così vengono corrose. Il processo può essere ripetuto più volte a seconda della profondità di incisione desiderata;

esaminando un vetro Daum è possibile risalire al numero di bagni che ha subito prima del risultato finale.

Vetro multistrato
Il vetro multistrato, lavorato a caldo, si ottiene per successive sovrapposizioni di strati di vetro di diverso colore. Il processo è delicato poiché per evitare rotture e danneggiamenti in fase di raffreddamento, i diversi strati devono avere gli stessi coefficienti di espansione ed elasticità.

Incisione alla ruota, “battuto”  o “martellato”
Questa tecnica consiste nell’incidere l’oggetto in vetro tramite una ruota in movimento coperta di materiale abrasivo come la polvere di diamante. Le ruote utilizzate per la lavorazione possono essere di materiali diversi ed ognuno di essi conduce a risultati estetici diversi. Il motivo che si crea può essere in rilievo (cammeo) o intagliato.
Si può anche ottenere l’effetto martellato, che consiste nel tagliar via piccoli pezzi di vetro ottenendo una superficie sfaccettata particolarmente indicata come sfondo.

Polveri di vetro
Il processo si attua facendo rullare un vaso ancora caldo su uno strato di polveri di vetro disposte su un piano di marmo secondo motivi e disegni ben precisi. Il vetro polverizzato si attacca alla superficie e viene fissato con una seconda cottura tramite cui si ottiene la perfetta coesione con l’oggetto. Le polveri colorate possono anche essere applicate alla superficie del vaso o interposte tra gli eventuali strati di esso. Questa tecnica rappresenta uno dei procedimenti più originali e peculiari della vetreria Daum, usata per lo più tra il 1900 e il 1914.

Decorazione Intercalare
Questa tipologia di lavorazione, in uso fin dal 1891 e brevettata nel 1899, consiste nell’applicare al vaso, già decorato con polveri, o smalto, o inciso, un ulteriore strato di vetro, più o meno trasparente, che rende le linee più mosse ed i toni soffusi, ottenendo effetti pittorici e prospettiva. Il passaggio dalla lavorazione a freddo a quella a caldo è un momento molto delicato in cui spesso si rischia la rottura dell’oggetto.

Decorazione a smalto
Tecnica utilizzata fin dai tempi antichi, in gran uso presso gli arabi e i veneziani, che consiste nel dipingere a freddo con colori a smalto l’oggetto in vetro, che poi viene temperato al fine di fissarne il processo.

Applicazioni
Lavorazione che si basa sull’applicazione a caldo sulla superficie di decorazioni in rilievo. Possono successivamente essere lavorate in vari modi, ad es. smaltate, incise all’acido, alla ruota.

Pasta di vetro
Il processo della pâte-de-verre consiste nel porre il vetro freddo frantumato o macinato in granuli o polvere, spesso colorato, in stampi refrattari per essere portato a fusione. La superficie dello stampo può essere spolverata di sabbia colorata o polveri minerali, dando così ulteriore colore alla superficie dell’oggetto.

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